Solidarietà

Emergenza Covid-19

Nel 2021 la Fondazione ha proseguito nel suo impegno di contrasto alle conseguenze della pandemia da Covid-19 con un’iniziativa di contrasto alla fame.

La pandemia da Covid-19 ha colpito pesantemente ampi settori della popolazione. Per dare un contributo utile a mitigare gli impatti sulle categorie più svantaggiate, all’inizio del 2021, il Consiglio di Amministrazione ha dato mandato al Segretario Generale di realizzare una estesa mappatura delle necessità generate dalla pandemia e di presentare progetti di intervento in grado di agire sulle situazioni caratterizzate sia dai più alti livelli di sofferenza sia di urgenza di intervento.

La Fondazione si è mossa utilizzando tutti i canali di ascolto a sua disposizione e in data 12 novembre 2021 il Consiglio di Amministrazione ha approvato un intervento a favore di alcune tra le organizzazioni maggiormente impegnate nel sostegno delle persone che, in conseguenza soprattutto della pandemia, non sono state più in grado di provvedere da sé al sostentamento alimentare.

Questa decisione si basa sulla constatazione che la pandemia ha aumentato sensibilmente i livelli di povertà andando ad aggiungere alla già grave situazione pregressa, una nuova povertà spesso formata da lavoratori che, a causa del Covid-19, hanno perso il loro lavoro. Si tratta di lavoratori spesso precari, abitanti per lo più nei grandi centri urbani, nella maggior parte giovani e in molti casi con una famiglia a cui dover provvedere. Questa fascia di nuova povertà presenta poi caratteristiche che la rendono talvolta anche difficile da individuare e da aiutare. Per molte di queste persone talvolta è difficile anche ammettere a sé stesse l’ingresso in questa nuova condizione.

L’intervento si è basato su un approfondito censimento svolto sull’intero territorio nazionale da parte della Fondazione, per individuare quelle organizzazioni impegnate a contrastare il fenomeno che presentavano una maggiore necessità di essere sostenute. Fondamentale al riguardo è stato il coinvolgimento di UniCredit Territorial Relations per la delineazione di un quadro preciso dei bisogni esistenti. É emerso che le organizzazioni individuate non presentavano tanto il bisogno di essere supportate nell’acquisto di beni alimentari quanto, piuttosto, di essere aiutate ad adeguare la loro catena logistica ad una domanda ben superiore a quella precedente lo scoppio della pandemia. Si trattava, in altre parole, di fornire un supporto economico all’acquisto, ad esempio, di automezzi necessari al trasporto delle derrate alimentari o all’utilizzo di spazi di stoccaggio maggiormente dimensionati. Questo profilo così particolare e, per certi versi, inatteso, delle necessità è stato determinato anche dalla notevole generosità espressa dalla grande distribuzione organizzata, dall’industria alimentare, dalle aziende di ristorazione, dalle mense aziendali e dai privati che ha garantito un approvvigionamento gratuito di derrate alimentari anche nei momenti più critici della pandemia.

L’attività svolta ha così permesso alla Fondazione di individuare 16 organizzazioni distribuite sull’intero territorio nazionale quali Damamar, Comunità di Sant’Egidio di Genova, Banco Alimentare della Lombardia, Banco Alimentare del Friuli Venezia Giulia, Ronda della Carità di Verona, Caritas Venezia, CSV di Rovigo, Banco Alimentare dell’Umbria, Banco Alimentare dell’Emilia Romagna, Banco Alimentare della Toscana, Banco Alimentare delle Marche, Comunità di Sant’Egidio di Roma, Associazione Padre Elia Alleva di Napoli, Banco Alimentare della Puglia, Banco Alimentare di Catania e Caritas Diocesiana di Palermo.

 

Sostegno alle associazioni impegnate nella raccolta e distribuzione gratuita del cibo

mln
erogati
>mln
di pasti equivalenti
~
persone sostenute

La scelta della Fondazione ha riguardato sia organizzazioni di grandi dimensioni, impegnate quotidianamente a fornire alimenti a centinaia di migliaia di persone così come organizzazioni molto più piccole, che quotidianamente forniscono cibo a realtà più contenute. A queste organizzazioni, che nel loro complesso forniscono quotidianamente pasti a oltre 840.000 persone.

Il Consiglio di Amministrazione ha deciso di destinarela somma di € 2,78 mln ripartendola proporzionalmente al numero dei pasti forniti. Sulla base delle stime di calcolo del World Food Program l’importo complessivamente destinato dalla Fondazione all’iiniziativa corrisponde a oltre 2 milioni di pasti equivalenti.